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DALLA RADIO AL BLOG. PARTE 1.

È uscita, in questi giorni, l’intervista che Margherita Grotto, giornalista di Vicenza, mi ha fatto ai microfoni di Radio Vicenza.
Ho pensato di pubblicarvela in due puntate, una in questo mese e una il prossimo, per permettervi di avere un quadro più chiaro sulla professione di Wedding & Event Planner.

Margherita&Patricia

Domanda: Cosa ti ha spinta ad intraprendere questa strada e che percorso di formazione hai svolto?

Risposta: La decisione è arrivata da un mix di fattori: la laurea in organizzazione di eventi culturali, una propensione quindi all’organizzazione e alla creatività, e soprattutto l’arrivo inaspettato di una newsletter pubblicitaria di un’agenzia di wedding planner, ormai 10 anni fa. Sin da subito ho provato una grande curiosità e un senso di pace, avendo trovato proprio ciò che cercavo: la mia strada.

D: In cosa consiste la tua strada di organizzatrice di matrimoni e di eventi?

R: Nell’essere un esperto del settore. In generale, lo posso tradurre in saper consigliare, guidare, accompagnare per mano gli sposi fino al loro grande giorno. Ci sono due fasi: la parte del planning, ossia tutto ciò che è organizzazione e pianificazione, e la parte del design, con un allestimento curato per dettagli e stile. Ci tengo anche ad aggiungere che il wedding planner, assieme ai suoi collaboratori, si assume la responsabilità della riuscita dell’evento. Insieme si è un’unica squadra che mira alla soddisfazione del cliente e all’eccellenza del risultato.

D: Che caratteristiche deve avere una persona che desidera fare questo lavoro?

R: Partendo dal presupposto che ci sia una formazione alla base, le caratteristiche proprie della persona devono essere l’ascolto, l’organizzazione, la disciplina verso gli altri e verso se stessi, dinamicità e intraprendenza e, come ultima cosa, ma non per importanza, l’educazione, che al giorno d’oggi spesso manca. Essere educati verso i collaboratori e i propri clienti è indispensabile.

D: Il tuo lavoro è sicuramente un lavoro appagante e stimolante. Ma… ci sono anche difficoltà?

R: Sì, le difficoltà non ce le facciamo mancare.

D: E quali sono?

R: È un lavoro di grande responsabilità, di forte pressione emotiva e psicologica. L’imprevisto è sempre dietro l’angolo, per questo bisogna avere grandi doti di fermezza, problem solving, oltre ad avere una grande squadra di professionisti alle spalle.

D: Ci sono oggi molte trasmissioni televisive che mettono in risalto questa figura. Ma come sta andando questo mercato e chi è che si affida a una wedding planner?

R: Questo è, ahimè, un settore saturo. L’offerta è molto più alta della domanda. In Italia, soprattutto nella nostra città, quella del wedding planner è una figura che si conosce, ma forse non abbastanza. C’è molta improvvisazione dettata dall’assenza di un albo professionale e dall’idea che sia un lavoro meraviglioso e facile. È sicuramente un lavoro meraviglioso, splendido, ma altrettanto complicato e difficoltoso.
Chi si affida a me? Una coppia molto impegnata dal punto di vista lavorativo o dalla sfera familiare, quindi con bimbi e con poco tempo a disposizione.

… alla prossima puntata… ;)

photo by Freepik

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